
In tutto il Lazio le discariche abusive continuano ad essere una peculiarità del panorama, difficile da gestire o anche solo da censire, tanto è diffuso e rapido il modo in cui ne sorge una ad ogni angolo di parco, quartiere o anfratto. Basta voltarsi un momento e hop, sono lì.
Questo, associato al primato nell’uso d’amianto o Asbesto nel comparto dell’edilizia, che diventa un killer silenzioso quando disperdere le sue fibre nell’ambiente, rende la nostra regione un territorio ricco di discariche ‘pericolose’ per l’ecosistema e la nostra salute, che Fare Ambiente attivando lo sportello “Sos Amianto” sta cercando di valutare grazie all’aiuto dei cittadini.
Nonostante la protesta per i silenzi di Marrazzo sulla presenza di Amianto nella regione (nel video a seguire), e una stima fra i 50 e gli 80 morti l’anno solo nella regione Lazio, controlli e messa in sicurezza del territorio sono ancora in ritardo, mentre le discariche crescono nonostante i servizi di bonifica presenti sul territorio.
Bandito dal 1992, ma ancora componente principale con l’Eternit (nella foto) di centinaia di edifici, in gran parte pubblici o abbandonati, l’amianto che necessita di controllo e messa in sicurezza è stato rinvenuto da Pomezia a Genzano, dalla Riserva naturale di Monte Rumeno al Parco dei Monti Lucretili.
Ma forse vi sarà capitato di imbattervi negli edifici o discariche da bonificare rinvenuti a Villa Ada, nei capannoni e un ex fabbrica dismessa alla Magliana, al Velodromo e nel deposito-officina delle metropolitane dell’Eur, nella Pineta di Ostia o all’uscita della Via Pontina verso Pratica di Mare, fino alle recenti macerie di un edificio di Ostia Antica, in via Luigi Viola, vicinissime alla strada e alle abitazioni.
La mappatura è vasta e chissà quante altre aspettano solo di essere scoperte, segnalate e bonificate grazie anche al nostro aiuto, quindi occhi a edifici e discariche sospette, la prossima potrebbe apparire dal nulla proprio sotto casa.
Cristiana Alicata
22 mar 2010 - 00:47 - #1Due parole su Malagrotta. Malagrotta è un sistema complesso di gestione dei rifiuti. A Malagrotta c’è una discarica (la più grande d’Europa che serve Roma, Fiumicino, Ciampino e lo Stato Vaticano) , c’è un GASSIFICATORE, due impianti per il trattamento dei rifiuti con produzione di materiali ancora estremamente utili, tra cui il famoso CDR (combustibile derivato dai rifiuti, da inviare al gassificatore), c’è un impianto fotovoltaico e c’è persino un piccolo impianto eolico.
Quando si parla di inquinanti atmosferici lo si fa riferendosi alla discarica e non al gassificatore. Al di sopra delle temperature alle quali lavora un gassificatore (sopra i 1000° C) non si ha emissione di diossina. L’impianto di gassificazione di Malagrotta produce attualmente circa 10MWh di energia elettrica ed è uno dei più avanzati d’Europa.
L’’impatto più forte sulla popolazione attualmente è legato alla discarica: la sua percezione è molto forte a causa dei possibili odori e del traffico dei camion di raccolta rifiuti, per le popolazioni limitrofe. Ogni anno la discarica di Malagrotta viene derogata perché non esistono attualmente alternative. Ma chiudere Malagrotta, oggi, significa solo aprire un’altra discarica altrove.
Ad oggi NON esistono alternative rapide all’esistenza delle discariche. E in ogni caso, ci sarà SEMPRE la necessità di utilizzare le discariche (seppure in misura ridottissima, come vuole la legge) per tutti quei materiali non ulteriormente trattabili. Deve essere un cruccio della politica farsi carico di una corsa contro il tempo pensando alle tonnellate di rifiuti “tal quali” o poco differenziati che ogni giorno vengono depositate in una discarica.
Due tra i tanti esempi di cosa possiamo fare per il futuro (competenza NON regionale)
1) seguire l’esempio della Danimarca in cui le bottiglie di vetro e plastica sono tutte uguali. Il vetro viene disinfettato e riusato e quindi risparmio sulla rilavorazione del vetro
2) adeguare i materiali di imballo alimentare alle migliori tecnologie e limitarne l’uso il più possibile
Come Consigliere Regionale voglio impegnarmi per costruzione di un tavolo di tutte le Regioni che dia un indirizzo al Governo in questo senso, preparando i territori ad accogliere questo tipo di cambiamenti.
Vediamo ora cosa possiamo fare noi nell’immediato.
Indubbiamente più aumenta la raccolta differenziata e meno roba va in discarica in maniera indiscriminata.
1) aumentare la raccolta differenziata (e qui casca l’asino):
a. detassare pesantemente i condomini che si dotano di cassoni condominiali separati: vetro, plastica, latta, organico e non riciclabile. Questo aspetto risolve anche il lato del “problema rifiuti” legato al traffico ed alla viabilità. Immaginate se dovessimo mettere altri due cassonetti accanto a quello verde, bianco e blu per separare vetro e plastica e latta che oggi vanno tutti insieme e subiscono un trattamento di separazione costosissimo.
b. Pianificare la raccolta condominiale facendo partire un municipio alla volta (in due municipi già accade)
c.Investire in campagne di informazione massicce (la raccolta differenziata resta ancora oggi una questione culturale)
2) Trovare soluzioni TECNOLOGICHE che si affianchino e aiutino l’attività degli impianti tuttora esistenti, che seppure di alto livello tecnologico, da soli non possono sopperire, nel lungo termine, al bisogno di dismissione rifiuti di una città come Roma.
Il modello di gestione integrata offerta adesso dagli impianti sull’area di Malagrotta può essere un esempio di buona condotta.
Inoltre: un ciclo INTEGRATO di gestione (trattamento, gassificazione o trattamento termico, discarica, ecc…) non solo è un modo per disfarsi dei nostri rifiuti, ma è anche una preziose fonte di energia, ad uso di tutti.
PROPOSTA: costruire il coinvolgimento della popolazione nelle scelte dell’amministrazione per migliorare l’efficienza dell’INTERO SISTEMA di raccolta/trasporto/smaltimento e fare in modo che tutti possano beneficiare di piccoli incentivi.
E necessario combattere, in questo frangente, la sindrome NIMBY. Non si può far finta che i rifiuti non esistano.
( www.cristianaalicata.it )